Le farfalle nel giardino

Forse non l’avrà davvero scritta Will Smith, ma è comunque bellissima e applicabile a qualsiasi tipo di amore e di persona. Mogli, mariti,  padri, madri, compagni…

LETTERA D'AMORE

p.s. Il Bouquet nella fotografia di copertina è di Modello Unico per l’evento Unconventional wedding

FARFALLE

MAMMA…..senti….

Tra poco si festeggerà la festa della mamma, ripropongo un post di due anni fa, a cui tengo moltissimo! Un regalo che mi sono fatta, finalmente con questo post sono riuscita a dire a mia madre cosa provo  e quanto le sono grata per quello che ha fatto per me.

MAMMA ….senti..quando ti penso così forte come l’altro giorno e tu chiami la mattina dopo?..

MAMMA..senti… quanto mi manchi e quanto pochi siano quei trecento km che ci separano per darci un bacio e via! Ma quanto siamo distanti per prenderci del tempo per noi, per stare insieme?…

MAMMA..senti..in quanti piccoli gesti e migliaia di pensieri  ti ho dentro di me ogni istante di tutti i miei giorni?….

MAMMA..senti.. quanto orgoglio ho quando parlo di te che mi hai voluta nonostante tutto?..

.MAMMA…senti quanto orgoglio ho di me, ora sono come voglio essere, e questo lo devo a te?..

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MAMMA…senti il filo di corrente che lega te, me e tuo nipote alla terra che ci ha generato che non so in quale modo recondito ci siamo passati vicendevolmente?..

MAMMA.. senti quanto sei  e sei stata importante per me, per noi, solo per il fatto di esserci.. sempre?  Tu sei la mia famiglia di origine, tu sei i miei valori, tu sei quello che conta.

MAMMA …senti, devo dirtelo, vincendo il naturale riserbo e il grande pudore che deriva dalla nostra gente, in una cultura dove i i sentimenti si dimostrano facendo più che dicendo. Anche nella nostra lingua c’è traccia di questo: la parola felicità in friulano non esiste e neanche ci si può dire ti amo, magari perché è più importante per noi darsi da fare per dimostrare che esprimere apertamente.

MAMMA..senti.. sono fortunata, lo puoi ancora sentire.. ti voglio bene!

Il Giappone nel Chiostro

In questo post parlo di un evento dedicato al Giappone e delle mie kimono shoes.

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C’è un evento che si ripete da più di dieci anni, nella laboriosa città di Brescia, un evento che non ti aspetteresti mai capitando nella pianura padana…

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Questo evento noi lo aspettiamo di anno in anno perchè è speciale, unico e con un’atmosfera che ci cattura e ci avvolge, sembra di vivere in una bolla temporale, proiettati in un altro mondo.

Il giappone nel chiostro ha una location unica: il Museo Diocesano di Brescia.

A due passi, ma proprio due, da piazza della Loggia, si trova questo gioiello. Il museo con le sue splendide sale che si animano con conferenze, workshop, concerti , mostre ed esposizioni .

I suoi chiostri: quello medio con le pareti affrescate e quello grande con il maestoso ciliegio fiorito al centro ed un prato che nei giorni della manifestazione viene  felicemente calpestato   dalla gente che non disdegna di sedersi sull’erba per fare un pic nic o assistere a concerti o cerimonie dedicati al Giappone.

Nel chiostro grande ci siamo anche noi creativi, ci sono anch’io con le mie scarpine, che sono diventate  l’articolo che mi rende riconoscibile. Mi è capitato più di una volta che delle persone, passando davanti la mia esposizione mi dicessero:  -Stavo guardando gli articoli esposti, ho visto le scarpine, ho capito che eri tu e ho alzato gli occhi per vedere se c’eri.-

Avete presente la soddisfazione??? Tanta, tantissima!

scarpine neonato il giappone rosaIo ho proprio un debito di riconoscenza particolare per questo evento,  l’idea delle mie scarpine mi è venuta proprio quando mi sono iscritta per la prima volta,  pensando a cosa potevo creare per prendervi parte.

Grazie mille!! Ci vediamo l’anno prossimo, comincia il conto alla rovescia! 😉

また会いましょう/また会おうね

Meravigliosa creatura

In questo post parlo di donne, e non solo.

Mi appresto a scrivere questo post guardando in tv un programma di approfondimento. Le notizie si susseguono veloci. Mi ricordano che domani è la festa della Donna e poi di seguito si parla di femminicidi.

Ora, siamo d’accordo tutti che i matti sono fuori e ce ne sono tanti… Ma porco cane! Chiedo scusa ai cani……… la riflessione mi viene da dentro: i violenti sono quasi sempre uomini di 40/50 anni.

Il lavoro va fatto a monte. Cosa hanno imparato questi uomini dalle loro famiglie? Non voglio generalizzare, sicuramente non c’entra solo la famiglia, le frequentazioni e la cerchia di amici possono contribuire ma si sa che solitamente sono i comportamenti ripetuti che creano un’abitudine, è il modo in cui vedi come si trattano le persone che da piccolo ti convincono che quella sia la normalità.

Siamo ancora in balia delle tradizioni dove l’uomo comandava e aveva diritto di decisione su tutto e la donna era relegata al ruolo SECONDARIO???? di regina del focolare e servente (per non dire cameriera) al servizio dei membri della sua famiglia!?!?!?!?!?!

Io sono stata fortunata, sono cresciuta in una famiglia dove sì, mio padre decideva con la tendenza del cavernicolo che dice taci donna, io sono l’UOMO e decido io. Ma da contraltare c’era mia madre, indomita donna che ha, giustamente, una grande considerazione di se come persona. La considerazione come persona l’ho presa da lei e ho sempre pensato che siamo persone prima di tutto e il genere sessuale non deve differenziare né il potere decisionale, nè lavori, mestieri ruoli o dignità.

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Detto questo, celebriamo pure la festa della donna, e poi anche la festa dell’uomo però! Sarebbe meglio celebrare la festa delle PERSONE, senza distinzione di genere. Festeggiamo le persone, le persone che rispettano gli altri e le scelte altrui, che rispettano i bambini e i più deboli.

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Se infine, qualcuno volesse fare un regalino alla sua donna preferita.. date un’occhiata al mio shop cliccando qui. 😉

TANTI AUGURI DONNE!!!

Ma….

Breve riflessione del venerdì, perchè magari rischio di dimenticarmi certe ca…te che leggo.

Ma no, impossibile dimenticarle, ho solo voglia di metterle nero su bianco la mia indignazione su certe affermazioni… ma il cervello lo usate qualche volta?

La prima è una notizia del tg:  dopo l’ultima strage in una scuola americana il presidente Trump dice: Armiamo gli insegnati!

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AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

La seconda, letta in un post sul web recita: Comunque la frase più bella che una donna possa sentirsi dire è: -Sei mia!-

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MA ANCHE NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

CIAO MAMMA!

Questo post è dedicato a te, splendida mamma che il 6 febbraio hai dato alla luce…che bella frase, non ci avevo ai riflettuto… il tuo bambino.

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Non so se ti sei resa conto (ma forse avevi altro da fare) di quante persone ti abbiano pensato e ti siano state vicine quel giorno. Te lo voglio dire io, che sono stata presente.

C’ero alla riunione in cui, fino all’ultimo momento dicevi di voler venire anche tu, e anche tu eri presente sai? Non sapevamo quando ci siamo riunite che avevi già partorito, ma ogni 10 minuti c’era qualcuna che diceva: -Chissà a che punto è Terry, chissà se è già nato, ancora nessuna notizia di Terry?-

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Abbiamo respirato la gioia dell’attesa e la condivisione di una gioia che molte di noi hanno provato e che si è rinnovata quella sera. Ti abbiamo inviato anche un audio, stupidissimo, ma mentre lo registravamo ho guardato in faccia tutte e in tutte ho visto riflessa la gioia di condividere, anche se da lontano la stessa tua gioia.

E sì, Davide avrà un esercito di zie. Saremo ingombranti e coccolosissime e fiere di accogliere tra noi un nuovo piccolo umano che sarà amato, come lo sei tu, da tutte noi.

Ci vediamo tra qualche giorno, ora riposati.

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Ciao Terry, ciao…MAMMA ❤ ❤

Sono selvatica!

Sì, sono giunta a questa conclusione, sono selvatica! Ma non nel senso di rozza  o scontrosa. Sono una persona solitaria , in genere, preferisco stare sola. La solitudine non mi pesa, preferisco stare con le persone per scelta e non per bisogno, preferisco scegliere e non essere scelta. Non mi piacciono le smancerie e posso risultare fredda.

Ma dentro so che ho un cuore generoso, il mio comportamento forse è un retaggio della mia terra, l’ho già detto,  dove si dimostra il bene con i fatti e meno con le parole. Mi piace coltivare l’interiorità, le cose devono avere un interno curato e questo so di trasmetterlo nelle cose che creo.

Devi avere la pazienza e la voglia di scoprire cosa c’è dentro, guardarmi per bene e non solo vedermi, devi scoprire cosa sento e cosa voglio trasmettere altrimenti passa oltre, non siamo compatibili, cerchi altro.

Mi piacciono gli animali selvatici, come i felini o le volpi che sanno stare da soli ma quando decidono di scegliere il prprio branco o un umano da amare sono capaci di tenerezze infinite.

Mi piacciono i luoghi selvatici dove la natura ha il sopravvento come l’isola di Favignana, con la gente schiva e un po’ sospettosa ma se decide di aprire il suo cuore si fa in quattro per te.

Oppure la città di Trapani dove tutto sembra rozzo se guardi l’insieme ma se vai al cuore, guardi il centro, ti accorgi di quanto sia ricca di cultura e di storia.

 

Io, cerco la bellezza, in ogni cosa, cerco di celebrare l‘unicità e la meravigliosa individualità di ogni persona.

 

Ma non cerco la bellezza evidente o la graziosità data da abbellimenti vari, da pizzi e merletti, cerco la bellezza dell’essenziale, fatta da materie prime scelte con cura e da una lavorazione curata nei minimi dettagli.14725645_1081394391981610_7322101982058463756_n.jpg

Cerco, cerco, cerco e ascolto, mi piace ascoltare e non solo le parole, mi piace “ascoltare” gli sguardi e i gesti che sempre svelano più delle labbra che si muovono.

Se mi conosci un pochino e hai letto già qualcosa di me, sai che quando creo tutto parte da una storia, che ho vissuto o magari solo immaginato, ma ci deve essere….perchè è la storia che rende uniche le cose…

SCARPINE DA NEONATO – NON SEMPRE LE PICCOLE COSE SONO FATTE CON POCO (storia di un paio di scarpine) –

SCARPINE CUCITE A MANO CON LA MASSIMA CURA NEI DETTAGLI.

Buongiorno mondo!!! Questo articolo lo dedichiamo alle persone che si avvicinano alla nostra esposizione durante gli eventi a cui partecipiamo. Tanti ci fanno i complimenti e percepiscono cosa c’è dietro un piccolo paio di scarpine.

Altri, la maggior parte purtroppo, non lo immagina lontanamente.

La versione più semplice, le kimono shoes sono composte da 16 pezzi di stoffa .

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I sandaletti da 28 (nella fotografia ce ne sono 24 ma mancano i 4 pezzetti di velcro che cuciamo per chiuderli).

Ok questi sono i numeri del materiale che dobbiamo disegnare, tagliare, stirare, unire, cucire, rifinire, rivoltare , cucire a mano perché il rovescio del lavoro non si veda e poi stirare di nuovo. Niente colla che sarebbe più sbrigativa per certi passaggi, della colla non ci fidiamo, il nostro lavoro è fatto da una serie infinita di piccoli punti.

Bene, questa è una parte del lavoro, ma prima c’è la ricerca del tessuto che porta via tempo, perchè per noi è fondamentale l’uso di tessuti particolari e quindi c’è una ricerca continua in questo ambito. La ricerca dei modelli a cui ispirarci, la costruzione dei prototipi, il risultato che vedete esposto è frutto di numerose prove e non viene presentato finchè il suddetto non ha risposta positiva alla domanda: – Ma io lo comprerei? –

Finita la confezione ci sono le fotografie da fare, i post da pubblicare, seguire social e negozio online, pensare al packaging: scatole, biglietti da visita etichette e nastri e quando ci sono eventi a cui partecipare pensare a come allestire lo spazio per far risaltare al meglio gli articoli che creiamo.

Per ultimo, anche se in fondo è la cosa per la quale si mette in moto tutto ci mettiamo la PASSIONE, la voglia di creare qualcosa di UNICO per celebrare la meravigliosa UNICITA’ delle PERSONE. Perchè la cosa più gratificante è accoglierle in questo mondo sapendo che sono speciali, è festeggiare la loro bellezza creando qualcosa per ognuna, cercando dall’inizio della loro vita di ricordare loro che, in un mondo che massifica tutto e ci vorrebbe tutti uguali, sono bellissime, diverse e create in un unico esemplare. 🙂

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