LE NOSTRE SCARPINE KIMONO IN MOSTRA A VERONA – La Magia si ripete –

Sì, la Magia tra fili e ricami!! Anche quest’anno siamo stati selezionati per il bellissimo evento che si tiene il 23 e 24 settembre a Villa Buri a Verona. Siamo felicissimi ed emozionati per la riconferma e preoccupati il giusto, visto il livello degli espositori che partecipano a questo magnifico e collaudatissimo avvenimento.

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Non vediamo l’ora di immergerci nella sua magica atmosfera!

La location è fantastica, gli espositori strabilianti, gli organizzatori splendidi, speriamo che il tempo ci dia una mano come l’anno scorso… ma l’atmosfera la fanno per la maggior parte i visitatori e appassionati intenditori, entusiasti e curiosi che affollano la villa ed il suo parco.

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Noi dal canto nostro ci porteremo un milione di sorrisi, tanta voglia di condividere le giornate che ci aspettano ed i nostri articoli.

Quest’anno ci porteremo anche la valigia dei sogni che l’anno scorso non c’era, piena di scarpine per augurare buona fortuna ai nuovi arrivati, ancora e tante altre cosucce sfiziose ed uniche cucite con amore.

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Vi aspettiamo!!!!!

SCARPINE DA NEONATO – NON SEMPRE LE PICCOLE COSE SONO FATTE CON POCO (storia di un paio di scarpine) –

SCARPINE CUCITE A MANO CON LA MASSIMA CURA NEI DETTAGLI.

Buongiorno mondo!!! Questo articolo lo dedichiamo alle persone che si avvicinano alla nostra esposizione durante gli eventi a cui partecipiamo. Tanti ci fanno i complimenti e percepiscono cosa c’è dietro un piccolo paio di scarpine.

Altri, la maggior parte purtroppo, non lo immagina lontanamente.

La versione più semplice, le kimono shoes sono composte da 16 pezzi di stoffa .

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I sandaletti da 28 (nella fotografia ce ne sono 24 ma mancano i 4 pezzetti di velcro che cuciamo per chiuderli).

Ok questi sono i numeri del materiale che dobbiamo disegnare, tagliare, stirare, unire, cucire, rifinire, rivoltare , cucire a mano perché il rovescio del lavoro non si veda e poi stirare di nuovo. Niente colla che sarebbe più sbrigativa per certi passaggi, della colla non ci fidiamo, il nostro lavoro è fatto da una serie infinita di piccoli punti.

Bene, questa è una parte del lavoro, ma prima c’è la ricerca del tessuto che porta via tempo, perchè per noi è fondamentale l’uso di tessuti particolari e quindi c’è una ricerca continua in questo ambito. La ricerca dei modelli a cui ispirarci, la costruzione dei prototipi, il risultato che vedete esposto è frutto di numerose prove e non viene presentato finchè il suddetto non ha risposta positiva alla domanda: – Ma io lo comprerei? –

Finita la confezione ci sono le fotografie da fare, i post da pubblicare, seguire social e negozio online, pensare al packaging: scatole, biglietti da visita etichette e nastri e quando ci sono eventi a cui partecipare pensare a come allestire lo spazio per far risaltare al meglio gli articoli che creiamo.

Per ultimo, anche se in fondo è la cosa per la quale si mette in moto tutto ci mettiamo la PASSIONE, la voglia di creare qualcosa di UNICO per celebrare la meravigliosa UNICITA’ delle PERSONE. Perchè la cosa più gratificante è accoglierle in questo mondo sapendo che sono speciali, è festeggiare la loro bellezza creando qualcosa per ognuna, cercando dall’inizio della loro vita di ricordare loro che, in un mondo che massifica tutto e ci vorrebbe tutti uguali, sono bellissime, diverse e create in un unico esemplare. 🙂

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I creativi

Oggi affido il mio pensiero ad un’amica creativa: Antonella Guerreschi de I Colori di Glicine che ha saputo esprimere magnificamente un pensiero che ci accomuna tutte. È vero, la strada è lunga e difficile ma noi siamo testarde  come pochi!!! Sappiamo che far realizzare i sogni costa fatica, ma ci crediamo e non molliamo MAI!!!!

“Sono tre anni che provo a fare della mia passione per l’uncinetto il mio lavoro e quindi sono tre anni che mi sono catapultata in questo mondo fantastico, dove ho conosciuto persone meravigliose , grandi artiste.Di natura curiosa ho voluto capire questo mondo e chi ne faceva parte non fermandomi alla prima impressione , volevo capirlo bene e vorrei oggi condividere con voi le mie considerazioni : per noi creativi non esiste una categoria protetta da alcun sindacato o ente , non abbiamo aiuto alcuno , nessun tipo di tutela, contributi , aspettative, ferie, sconti , qualcuno può dire voi non pagate le tasse , non è vero se si sfiorano i 5000 euro annui dobbiamo farlo e con tutto il piacere , ma pur se bravi sono pochi i creativi che arrivano a quella somma ma nemmeno alla metà e sapete perchè? perchè ad un buon prodotto fatto a mano con materiali di buona qualità si preferiscono prodotti cinesi di pessima fattura e di qualità inesistente e per noi? soddisfazioni si, ma anche frasi sgradevoli alle quale rispondi con un sorriso che ti impone l’educazione che ti è stata impartita , ma che ti lascia l’amaro in bocca perche ti rendi conto che ciò che fai con amore non è apprezzato allora voglio dirvi chi è un creativo : il creativo è una persona che lavora un tot di ore indefinito , di notte di giorno , nei week end , nelle feste questo perchè di giorno fa la mamma , il papà , la collaboratrice domestica o si spezza la schiena in fabbrica e poi torna a casa e ricomincia a lavorare per rimanere onesto , per poter pagare le tasse , le bollette per sbarcare il lunario e allora che fai ? scegli la lana , il filo , le pietre , le stoffe migliori per creare qualcosa di unico e inizi a cucire ,sfilare , ricucire rincollare , ti pungi , ti bruci, ti tagli, piangi se ritieni il tuo lavoro imperfetto e allora seppure stanca seppure ti bruciano gli occhi ricominci di nuovo , poi arriva il momento peggiore per noi decidere il prezzo , quello che hai davanti è una tua creatura che ami ,sai che è perfetta , di ottima qualità , sai che il periodo è difficile per tutti e allora decidi un prezzo ONESTO e vi assicuro che sentirsi dire “dai cinesi lo pago meno” “è un lavoretto” magari è un cuoricino dove ci hai cucito a mano 100 perline (non è un lavoretto è un mega lavoro) , vedersi contattata su facebook con una frase tipo “prezzo?” senza un buongiorno senza poi una risposta anche negativa , è MANCANZA di rispetto per il nostro lavoro e per noi come persone ; Quando avete a che fare con un creativo avete a che fare con una persona , una persona sensibile , una persona a cui basta un brava, un grazie, un ciao il creativo MERITA rispetto , considerazione , apprezzamento come qualsiasi altro lavoratore , il nostro non è un passatempo è il nostro lavoro che amiamo e questo RISPETTO ce lo DOVETE. GRAZIE “

DAL DIARIO DI UNA CREATIVA

Venerdì.

Domenica ho un “mercatino”  (lo chiamo così solo per convenzione: https://wordpress.com/post/modellounicoblog.wordpress.com/358) ) in programma, speriamo ci sia bel tempo. Cominciamo a preparare: il contenitore per il packaging: scatole, scatoline, sacchetti e sacchettini, nastri, scotch, forbici, occhiellatore, etichette, biglietti da visita, ah già una penna, pennarello, blocchetto per ricevute.

Cosa porto? Le scarpine sicuramente poi papillons, portachiavi, portacellulari, custodie per tablet, sciarpe, borse, pochettes, astucci.. ah già i biglietti di buon augurio da inserire nelle scatole delle scarpine vanno nel packaging, ok riapriamo il contenitore. Dunque dove eravamo?  Ecco, sì porta agende e le bavaglie? Dove avrò messo le bavaglie!? Vabbè facciamo che questa volta non le porto. Oh mamma come è tardi devo andare al lavoro, domani carico la macchina.

Sabato.

Per fortuna si lavora solo metà giornata. Sbrigo le faccende di casa, giretto in centro con il marito. Torno a casa porto giù per 2 piani senza ascensore 4/5 contenitori pieni di cose e arrivo al garage. Svuoto la macchina dalle cose che contiene abitualmente per cui  fuori racchette palline di tutti i tipi e cesti porta palline. Inseriamo contenitori pieni di cose, cavalletti, assi, tavoli e tavolini, complementi d’arredo, cassette, il gazebo nel suo contenitore, prolunghe elettriche, luci, faretti, riduttori   e i teli impermeabili, speriamo di non doverli usare!!! Risalgo in casa……toh! pioviggina.

In casa preparo la borsa: una bottiglietta d’acqua che non deve mai mancare perchè il più delle volte non sai in che posizione ti metteranno e quanto potresti essere lontana da un qualsiasi punto di ristoro, uno snack per attacchi di fame improvvisi, cellulare con relativo carica cellulare, salviettine, fazzoletti di carta,una maglietta di ricambio.Tesoro, hai degli spiccioli per favore, è meglio avere a disposizione della moneta per dare il resto.

Piove tipo diluvio universale! Ok allora se deve piovere facciamo che venga giù a secchiate per tutta la notte e domani mattina possiamo fare il “mercatino” all’asciutto.

Stanchi? Non ho ancora fatto nulla….

Domenica.

Sveglia alle 6,30, partenza prevista alle 7,30. Non piove! Il cielo è grigio grigio ma forse ci va bene non prendiamo l’acqua!

Si parte. Lungo la strada si mette a piovere e piove talmente forte che non vedo lo svincolo per la località dove sono diretta, vado oltre e mi tocca tornare indietro @##$%&!!°*//!!! Prego che se c’è una divinità protettrice delle creative faccia si che almeno durante il montaggio del gazebo non piova.

Arrivo a destinazione: pioviggina. Vabbè dai poteva andare peggio. Chiedo qual’è la mia postazione e posiziono la macchina vicino. Per fortuna qui ci si può arrivare vicino.

Scarico il gazebo, per fortuna nel frattempo arriva la mia vicina di posto. Facciamo le presentazioni e chiedo gentilmente se mi da una mano a montare il gazebo.

Lei dice subito di sì, in questi frangenti si incontrano sempre persone meravigliose e Sara è il mio regalo di oggi!

Montiamo il mio gazebo compreso il telo impermeabile sul tetto ( la pioggia continua) e poi il suo. Scarico tutto il materiale dalla macchina piazzandolo sotto il gazebo, prendo la macchina e vado in caccia di un parcheggio non a pagamento. Mi va bene! Questa volta è abbastanza vicino.

Torno a piedi, una passeggiata fa bene la mattina presto! Incomincio ad allestire:  metto i teli laterali antipioggia, monto le luci, apro tavolini, cavalletti , stendo i teli stando attenta che non tocchino terra per non bagnarli, tiro fuori ganci, scotch, spago e fascette da elettricista, fisso tutto e poi mi dedico alla disposizione degli articoli cercando di fare una cosa gradevole agli occhi e che possa mettere in risalto quello che faccio.

Un’ora e mezza dopo è tutto sistemato. La mattina passa in fretta, piove, la gente è poca e frettolosa e la pioggia non invita a fermarsi e a guardare, ma la vicinanza di persone simpatiche e lo scambio di informazioni, sensazioni e curiosità  aiuta molto. Arriva l’ora di pranzo  qualche espositore smonta e se ne va deluso dalla mattinata (cosa che non condivido affatto perchè i “buchi” lasciati penalizzano ch rimane) e la via somiglia al deserto dei Tartari ( se non fosse per la pioggia incessante) e noi espositori ne approfittiamo per mangiare un panino.

Verso le due miracolosamente smette di piovere e la via si anima un po’. L’ammirazione e i complimenti della gente che apprezza e capisce cosa c’è dietro agli articoli esposti lenisce un po’ il nostro ego abbacchiato!

Alle 18.00 gli organizzatori ci informano che possiamo iniziare a smontare. Inizio a mettere via gli articoli e per questo ci vuole un po’ di tempo e attenzione, poi via i complementi d’arredo, i teli sui tavoli, chiudo tavoli e cavalletti, stacco le luci e raggruppo tutto sotto il gazebo.

Munita di ombrello (ha ricominciato a piovere) vado  al parcheggio a prendere la macchina e comincio a caricare facendolo nello stesso ordine del giorno prima. Finito di caricare quello che c’è sotto il gazebo chiedo a “Santa” Sara 😀 una mano per chiudere tutto e piegare i teli impermeabili. Faccio lo stesso con lei, chiudiamo le auto, ci salutiamo frettolosamente e bagnate fradice partiamo verso casa.

Tragitto a ritroso e alle 19,30, dopo 12 ore,  sono a casa.

Cosa mi resta di questa giornata? Il guadagno sicuramente no, i più fortunati di noi hanno recuperato a mala pena la quota di iscrizione all’evento. Mi rimane il fatto di aver conosciuto persone fantastiche, la condivisione e l’appoggio di chi vive di passioni come me  e il fatto che anche giornate di m… come queste fanno parte del progetto in cui credo!

Per cui per favore: NON CHIAMATELI MERCATINI!!

p.s. GRAZIE Sara!

NON CHIAMIAMOLI MERCATINI!

Ecco qua, ci siamo, come sempre a pochi giorni da un evento l’agitazione sale, la frenesia che i giorni precedenti si era impossessata delle mie mani e della mia testa trasformando le idee in fatti concreti, si trasferisce al mio stomaco che inizia a riempirsi di farfalle….farfalle

Avrò pensato a tutto? L’allestimento, il packaging, i complementi d’arredo per disporre le mie creazioni in modo che riescano a trasmettere le emozioni che provo  quando creo e soprattutto,  quello che faccio verrà compreso?

Ebbene si, per chi non l’avesse capito sono una creativa! Sì, anch’io faccio parte di questa meravigliosa, matta, e molto spesso incompresa categoria.

E’ facile entrare  a far parte di questa categoria, se ti piace usare e mani e la testa e mettere il cuore in quello che fai sei a tutti gli effetti un creativo!

Di solito si comincia creando qualcosa per amici e parenti, ripescando nella memoria a lungo termine gesti che hai visto fare da mamme e nonne quando eri piccina.. almeno a me così e successo.

sognaLa mia mamma cuciva per noi figli dalle mutande ai cappotti, tutto opera sua! c’erano Burda (carta modelli) sparsi per casa e la macchina da cucire sei giorni su sette aperta sul tavolo della cucina.

Beh, sapete una cosa? Non ho mai voluto imparare ad usarla la macchina da cucire!!! Che babbea che sono stata! Comunque non è mai troppo tardi, cinque anni fa ho deciso che la voglia di imparare mi era venuta, ne ho comprata una, e ho cominciato.

Tanti tentativi, tanti sbagli, qualche soddisfazione e la voglia di imparare cose nuove e affrontare nuove sfide non mi ha più abbandonato!

Due, tre anni fa ho provato i famigerati “mercatini” che mi hanno dato feedback positivi. Dopo questi è nata un’associazione L’Infinita Mente Crea (https://www.facebook.com/linfinitamentecrea/?fref=ts) e con questa progetti per la valorizzazione del fatto a mano che dal niente hanno preso vita!

Tante soddisfazioni, tante meravigliose persone conosciute, tanti apprezzamenti… ma di contro  a volte tempo rubato al riposo, fatica fisica, frustrazione perché le persone a te vicine non ti supportano come vorresti, i timori di investire tanto di te e non essere capita, momenti in cui vorresti mollare perché ti senti sola  e poi la consueta ansia di chi continua a mettersi in gioco e in gioco mette se stessa e le sue emozioni che si materializzano nelle cose che crea.

Per cui , vi prego!

Non chiamateli mercatini.

Il mercatino è quello dell’usato, le bancarelle sono quelle della frutta e verdura o dei vestiti a 5 euro del sabato mattina in piazza Loggia!assisi

I nostri sono Eventi, Mostre ed Esposizioni creative.

L’ha detto anche San Francesco: siamo artisti!

E come dice la mia amica Gabriella (https://www.facebook.com/hobbydonna.it/):

NON E’ UNA PASSEGGIATA!  😉

P.S. Se volete sabato e domenica ci vediamo a Villa

Buri a Verona.

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