MAMMA…..senti….

Tra poco si festeggerà la festa della mamma, ripropongo un post di due anni fa, a cui tengo moltissimo! Un regalo che mi sono fatta, finalmente con questo post sono riuscita a dire a mia madre cosa provo  e quanto le sono grata per quello che ha fatto per me.

MAMMA ….senti..quando ti penso così forte come l’altro giorno e tu chiami la mattina dopo?..

MAMMA..senti… quanto mi manchi e quanto pochi siano quei trecento km che ci separano per darci un bacio e via! Ma quanto siamo distanti per prenderci del tempo per noi, per stare insieme?…

MAMMA..senti..in quanti piccoli gesti e migliaia di pensieri  ti ho dentro di me ogni istante di tutti i miei giorni?….

MAMMA..senti.. quanto orgoglio ho quando parlo di te che mi hai voluta nonostante tutto?..

.MAMMA…senti quanto orgoglio ho di me, ora sono come voglio essere, e questo lo devo a te?..

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MAMMA…senti il filo di corrente che lega te, me e tuo nipote alla terra che ci ha generato che non so in quale modo recondito ci siamo passati vicendevolmente?..

MAMMA.. senti quanto sei  e sei stata importante per me, per noi, solo per il fatto di esserci.. sempre?  Tu sei la mia famiglia di origine, tu sei i miei valori, tu sei quello che conta.

MAMMA …senti, devo dirtelo, vincendo il naturale riserbo e il grande pudore che deriva dalla nostra gente, in una cultura dove i i sentimenti si dimostrano facendo più che dicendo. Anche nella nostra lingua c’è traccia di questo: la parola felicità in friulano non esiste e neanche ci si può dire ti amo, magari perché è più importante per noi darsi da fare per dimostrare che esprimere apertamente.

MAMMA..senti.. sono fortunata, lo puoi ancora sentire.. ti voglio bene!

CIAO MAMMA!

Questo post è dedicato a te, splendida mamma che il 6 febbraio hai dato alla luce…che bella frase, non ci avevo ai riflettuto… il tuo bambino.

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Non so se ti sei resa conto (ma forse avevi altro da fare) di quante persone ti abbiano pensato e ti siano state vicine quel giorno. Te lo voglio dire io, che sono stata presente.

C’ero alla riunione in cui, fino all’ultimo momento dicevi di voler venire anche tu, e anche tu eri presente sai? Non sapevamo quando ci siamo riunite che avevi già partorito, ma ogni 10 minuti c’era qualcuna che diceva: -Chissà a che punto è Terry, chissà se è già nato, ancora nessuna notizia di Terry?-

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Abbiamo respirato la gioia dell’attesa e la condivisione di una gioia che molte di noi hanno provato e che si è rinnovata quella sera. Ti abbiamo inviato anche un audio, stupidissimo, ma mentre lo registravamo ho guardato in faccia tutte e in tutte ho visto riflessa la gioia di condividere, anche se da lontano la stessa tua gioia.

E sì, Davide avrà un esercito di zie. Saremo ingombranti e coccolosissime e fiere di accogliere tra noi un nuovo piccolo umano che sarà amato, come lo sei tu, da tutte noi.

Ci vediamo tra qualche giorno, ora riposati.

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Ciao Terry, ciao…MAMMA ❤ ❤

RITORNARE ALLE ORIGINI

pini

Qualche volta fa bene staccare e prendersi tempo per se, un po’ più di mezz’ora/un’ora come succede di solito. Io ho avuto la possibilità di farlo questo  weekend.

Sono andata a trovare mia madre, il che purtroppo, per questioni di lontananza e di tempo capita di rado. Guidando verso est, direzione Friuli ho pensato che la mia vita, fino ad ora, si è svolta nella direttrice dell’autostrada A4.

Da Brescia per le visite ai parenti, si  doveva percorrere obbligatoriamente questa autostrada. I parenti da parte di padre a Vicenza e da parte di madre a Udine, mia sorella si è trasferita a Rovigo, passiamo le vacanze a Sirmione, come si può dire…. una strada, un destino 🙂

Quando ero piccolina, per andare a passare le vacanze dalla nonna materna  i miei punti di riferimento, quelli che mi indicavano che  non mancava molto alla nostra destinazione sono sempre stati 4 sparuti pini marittimi posti in mezzo all’autostrada tra Padova e Venezia. Ebbene quegli alberi sono sempre stati per me motivo di gioia all’andata e tristezza il ritorno.

Una nota doverosa meritano i viaggi di ritorno dal Friuli a Brescia. La macchina, una Bianchina, caricata di tutto e di più, la zia alla guida e la nonna di fianco a lei, io dietro in compagnia di valige e suppellettili vari. In un viaggio che sembrava interminabile, toccando la velocità massima di ben 80 km all’ora, la nonna, che secondo me poteva proprio aver ispirato Carlo Verdone in uno dei suoi film, che ogni tre per due diceva alla zia : -no sta cori!- (non correre) ….  che voleva fermarsi per bisogni fisiologici ogni ora, e secondo me perchè entrando negli autogrill le sembrava di entrare nel paese dei balocchi. I lamenti per la posizione scomoda e la bottiglia di acqua con l’idrolitina e i panini con la frittata per sostentarci. Le mie lacrime di bimba, le vacanze finite, non volevo proprio tornare a casa. Che ricordi!!!

Comunque, che vi devo dire, se potessi io ritornerei a vivere lì. La vita è più a misura d’uomo i ritmi sono più blandi  si riesce a godere ancora delle cose semplici e  poi, se giri l’angolo scopri delle piccole meraviglie come il paese medievale di Valvasone,  un piccolo gioiello.

OCCHI

Qualche mese fa  a teatro, mio figlio recita un monologo su un dolore grande, la perdita di una figlia piccola, il ricordo  dolorosamente evocato da un paio di scarpine abbandonate sul pavimento,

una cosa che per fortuna non ha provato e auguro che nessuno provi mai…..una lacrima scende dagli OCCHI e io penso: da dove viene il dolore che ha usato per rendere cosi emozionante quel monologo?
I figli, questi sconosciuti! I AM A LUCKY MOTHER!

Venerdì…

venerdi

Ci siamo, finalmente è venerdì!!!! l’ultimo giorno di lavoro per moltissimi di noi.

La giornata la si affronta con uno spirito diverso, più leggero, pieno di promesse e aspettative per il week end che si affaccia alla porta. Dai, facciamo passare nel miglior modo possibile questa ultima giornata di lavoro, evadiamo le pratiche sulla scrivania, evitiamo di litigare con il collega che ci lavora a fianco, giochiamo all’uomo invisibile quando il capo si avvicina così magari non ci chiede di quel progetto che latita sul  tavolo e possiamo passare un fine settimana di completo relax.

 Sabato faccio quello che voglio e con i miei tempi…evvai!

Questo sabato poi, voglio uscire con la mia amica, è un sacco che non ci vediamo e sento proprio il desiderio di passare un po’ di tempo con lei.

Il programma è cena e cinema!

Ok, organizziamoci:  sveglia alle 7.00 colazione per tutti, esco per portare i bimbi a scuola… libera! Alle 8,30  parrucchiere, tinta e piega, poi passo a farmi fare le unghie, ho delle mani che manco il muratore che è venuto a sistemarmi il muretto del giardino…

Finito, devo andare a fare la spesa, ho promesso alla mia dolce metà di preparargli il salmone in crosta che gli piace tanto, povera stella, ha acconsentito di stare con i bimbi stasera, vuoi non accontentarlo???

 La pescheria è dall’altra parte della città, perderò un’ora in più ma a questo punto, mi conosco, se non lo accontentassi uscirei con i sensi di colpa (ma perchè??????? i figli sono anche suoi e lui quando esce con gli amici non pensa di lasciarmi la cena pronta o i bimbi preparati per la nanna!!! Esce perchè, santo cielo, se lo merita dopo una settimana di lavoro!).

Comunque dopo la spesa  mi fiondo a casa e comincio a preparare il pranzo, una cosa veloce: pasta al pomodoro e salumi, devo preparare il pesce per lui e qualcosa per i bambini che il pesce non lo mangiano… sono abbastanza tranquilla, passa lui a prendere i bambini a scuola.

Driiiin…. scusa cara, un imprevisto sul lavoro, non posso muovermi, passi tu a scuola? Tanto sei a casa oggi. Grazie.

Certo che passo io, cosa vuoi che li lasci lì!!!!! (*°%&///**#]@)

Preparo la tavola alla velocità della luce, mi infilo le scarpe e senza un’occhiata allo specchio mi scaravento in mezzo al traffico delle 12,30. Per fortuna c’è lo specchietto in macchina , ho un occhio che sembro un panda, tritando la cipolla per il soffritto mi sono sfregata gli occhi e il mascara è colato!

Ciao bambini, ciao mamme, ciao maestra a lunedì.

Strada a ritroso, pentola sul fuoco, ciao sono tornato!!! Pranzo, bimbi che litigano a tavola, che compiti avete? Mamma mi aiuti con la ricerca? Mamma ti ricordi che la maglietta della squadra era rotta? l’hai aggiustata? Abbiamo la partita domani! Ah, ok dopo te l’aggiusto.

Pranzo finito, scusa cara ho avuto una mattinata infernale, ti spiace se non ti aiuto a sparecchiare? mi butto mezz’oretta sul divano.

Noooooooooo, non mi dispiace (sottotitoli: *!!@###%$*)

Metto a posto la cucina… la mezz’oretta sul divano è passata da mezz’ora e si sente distintamente il russare proveniente dal salotto.

Compiti fatti, liti sedate, maglietta aggiustata, sacche per la piscina pronte, tavola apparecchiata microonde pronto.

Amore, guarda che i ragazzi devono andare in piscina!

Lui, simile ad un orso che si sveglia dal suo letargo: -Ah, è già ora? Devo essermi addormentato, non me ne sono accorto.-

IO SI’!!!

Fuori, fuori, fuori…. sono sola!

Finalmente posso dedicare del tempo a me, un bel bagno rilassante? Guardo l’orologio: le 6:00! No,  doccia veloce, crema, trucco scelta del vestito pregustandomi l’ora della cena e le chiacchiere con la mia amica e poi ho proprio voglia di vedere quel film, tutte le persone che me ne hanno parlato mi hanno detto che ne vale la pena.

Ricerca dei collant, neri mi servono… questi sono rotti, questi rovinati.. si questi possono andare.

Drinnnn! Con una gamba infilata nei collant e una mano avvolta negli stessi, inciampando nelle scarpe arrivo al cellulare… Evelin, la mia amica.

-Ciao, sono in ritardo? No, avevamo detto alle 8.00, tranquilla arrivo in tem…

-No, no non ti chiamo per questo scusa, ma mi sono piombate in casa le mie sorelle, non mi ricordavo che dovessero venire, cosa faccio le mando via? Sai che musi devo sopportare dopo!!!! Pensa che sto correndo da stamattina come una matta.

-Ok va bene facciamo un’altra volta. –

So benissimo che è delusa e incazzata quanto me.

-Ciao mamma siamo a casa.-

-Ciao, sei ancora qui, ma non dovevi uscire?-

AIUTATEMI!!!!!!! QUANTO MANCA A LUNEDI’……

 

 

 

 

 

MAMMA…..senti….

MAMMA ….senti..quando ti penso così forte come l’altro giorno e tu chiami la mattina dopo?..

MAMMA..senti… quanto mi manchi e quanto pochi siano quei trecento km che ci separano per darci un bacio e via! Ma quanto siamo rosadistanti per prenderci del tempo per noi, per stare insieme?…

MAMMA..senti..in quanti piccoli gesti e migliaia di pensieri  ti ho dentro di me ogni istante di tutti i miei giorni?….

MAMMA..senti.. quanto orgoglio ho quando parlo di te che mi hai voluta nonostante tutto?..

.MAMMA…senti quanto orgoglio ho di me, ora sono come voglio essere, e questo lo devo a te?..

MAMMA…senti il filo di corrente che lega te, me e tuo nipote alla terra che ci ha generato che non so in quale modo recondito ci siamo passati vicendevolmente?..

MAMMA.. senti quanto sei  e sei stata importante per me, per noi, solo per il fatto di esserci.. sempre?  Tu sei la mia famiglia di origine, tu sei i miei valori, tu sei quella che conta.

MAMMA …senti, devo dirtelo, vincendo il naturale riserbo e il grande pudore che deriva dalla nostra gente, in una cultura dove i i sentimenti si dimostrano facendo più che dicendo. Anche nella nostra lingua c’è traccia di questo: la parola felicità in friulano non esiste, magari perché è più importante per noi darsi da fare per dimostrare che esprimere apertamente.

MAMMA..senti.. sono fortunata, lo puoi ancora sentire.. ti voglio bene!

NON CHIAMIAMOLI MERCATINI!

Ecco qua, ci siamo, come sempre a pochi giorni da un evento l’agitazione sale, la frenesia che i giorni precedenti si era impossessata delle mie mani e della mia testa trasformando le idee in fatti concreti, si trasferisce al mio stomaco che inizia a riempirsi di farfalle….farfalle

Avrò pensato a tutto? L’allestimento, il packaging, i complementi d’arredo per disporre le mie creazioni in modo che riescano a trasmettere le emozioni che provo  quando creo e soprattutto,  quello che faccio verrà compreso?

Ebbene si, per chi non l’avesse capito sono una creativa! Sì, anch’io faccio parte di questa meravigliosa, matta, e molto spesso incompresa categoria.

E’ facile entrare  a far parte di questa categoria, se ti piace usare e mani e la testa e mettere il cuore in quello che fai sei a tutti gli effetti un creativo!

Di solito si comincia creando qualcosa per amici e parenti, ripescando nella memoria a lungo termine gesti che hai visto fare da mamme e nonne quando eri piccina.. almeno a me così e successo.

sognaLa mia mamma cuciva per noi figli dalle mutande ai cappotti, tutto opera sua! c’erano Burda (carta modelli) sparsi per casa e la macchina da cucire sei giorni su sette aperta sul tavolo della cucina.

Beh, sapete una cosa? Non ho mai voluto imparare ad usarla la macchina da cucire!!! Che babbea che sono stata! Comunque non è mai troppo tardi, cinque anni fa ho deciso che la voglia di imparare mi era venuta, ne ho comprata una, e ho cominciato.

Tanti tentativi, tanti sbagli, qualche soddisfazione e la voglia di imparare cose nuove e affrontare nuove sfide non mi ha più abbandonato!

Due, tre anni fa ho provato i famigerati “mercatini” che mi hanno dato feedback positivi. Dopo questi è nata un’associazione L’Infinita Mente Crea (https://www.facebook.com/linfinitamentecrea/?fref=ts) e con questa progetti per la valorizzazione del fatto a mano che dal niente hanno preso vita!

Tante soddisfazioni, tante meravigliose persone conosciute, tanti apprezzamenti… ma di contro  a volte tempo rubato al riposo, fatica fisica, frustrazione perché le persone a te vicine non ti supportano come vorresti, i timori di investire tanto di te e non essere capita, momenti in cui vorresti mollare perché ti senti sola  e poi la consueta ansia di chi continua a mettersi in gioco e in gioco mette se stessa e le sue emozioni che si materializzano nelle cose che crea.

Per cui , vi prego!

Non chiamateli mercatini.

Il mercatino è quello dell’usato, le bancarelle sono quelle della frutta e verdura o dei vestiti a 5 euro del sabato mattina in piazza Loggia!assisi

I nostri sono Eventi, Mostre ed Esposizioni creative.

L’ha detto anche San Francesco: siamo artisti!

E come dice la mia amica Gabriella (https://www.facebook.com/hobbydonna.it/):

NON E’ UNA PASSEGGIATA!  😉

P.S. Se volete sabato e domenica ci vediamo a Villa

Buri a Verona.

villa

 

..e le mamme?

infinityOk i bimbi belli, ok i piedini, ok i visi tondi… ma le mamme? Queste splendide creature sempre indaffarate che si destreggiano ogni giorno per far quadrare e tenere tutto sotto controllo manco fossero equilibristi del circo Orfei!!!!

Vogliamo ogni tanto pensare un po’ a loro che si dimenticano, fino a che lanciano uno sguardo distratto ad uno specchio, di essere donne! Dai coccoliamole un pochino!

Sì dico proprio a te marito, amica, cugina, sorella… non serve molto. Basta un piccolo pensiero, qualcosa che metta un risalto la loro femminilità.
Io ho pensato a questo: dalla linea Contaminazioni, dove tessuti maschili si mischiano con la leggerezza e le fantasie femminili, sciarpa infinity double in tessuto misto lana nero e chiffon di seta pura Armani.
A breve presenterò infinty doble in altri colori e combinazioni.
P.s. questa non è disponibile…ho voluto coccolare una mia amica! 😉 😉 😉

IL TEMPO DELLE MELE

Ecco, ci siamo, l’autunno è in arrivo con il suo carico di colori  che scaldano il cuore, con i suoi frutti tipici: pere, noci, nocciole, cachi, giuggiole e…mele.  Mele croccanti, succose, asprigne e dolcissime con le bucce di tanti colori diversi per soddisfare gli occhi  e gli sguardi di tutti. Le mele io le ho da sempre associate alla semplicità.

La semplicità dei bimbi con guance  rosse come mele o visi tondi come mele, la semplicità di una torta di mele da addolcire con il miele e l’aggiunta di noci e cannella.

Godetevi l’autunno, la stagione più dolce di tutte che ci rinfranca lo sguardo e ci coccola con i suoi colori prima del grigiore e del freddo dell’inverno.

C’era una volta un Piccolo Principe…

Storia  d’amore tenera e quasi vera. 🙂

C’era una volta un Piccolo Principe, ma proprio piccolo eh! Aveva tanta fretta di venire ad abitare sul nostro pianeta che era arrivato prima del tempo!storia

Questo bel principino, amato da tutti tantissimo fin dal primo momento, aveva una zia che aveva in programma un evento speciale: il suo matrimonio!!!!

Visto che il giorno del matrimonio sarebbe stato speciale ed unico, chiese alla fatina delle scarpine di confezionarne un paio per lui: un paio di scarpine che lo rendessero elegante e unico alla vista di tutti e che celebrassero l’immenso amore che aveva nei suoi confronti.

La fatina fu molto felice di far avere le scarpine al piccolo principe e come faceva con tutti i bimbi a cui aveva le aveva cucite, consegnandole, augurò anche a lui che queste fossero di buon augurio per indirizzarlo sulla Buona Strada della vita.