Venerdì…

venerdi

Ci siamo, finalmente è venerdì!!!! l’ultimo giorno di lavoro per moltissimi di noi.

La giornata la si affronta con uno spirito diverso, più leggero, pieno di promesse e aspettative per il week end che si affaccia alla porta. Dai, facciamo passare nel miglior modo possibile questa ultima giornata di lavoro, evadiamo le pratiche sulla scrivania, evitiamo di litigare con il collega che ci lavora a fianco, giochiamo all’uomo invisibile quando il capo si avvicina così magari non ci chiede di quel progetto che latita sul  tavolo e possiamo passare un fine settimana di completo relax.

 Sabato faccio quello che voglio e con i miei tempi…evvai!

Questo sabato poi, voglio uscire con la mia amica, è un sacco che non ci vediamo e sento proprio il desiderio di passare un po’ di tempo con lei.

Il programma è cena e cinema!

Ok, organizziamoci:  sveglia alle 7.00 colazione per tutti, esco per portare i bimbi a scuola… libera! Alle 8,30  parrucchiere, tinta e piega, poi passo a farmi fare le unghie, ho delle mani che manco il muratore che è venuto a sistemarmi il muretto del giardino…

Finito, devo andare a fare la spesa, ho promesso alla mia dolce metà di preparargli il salmone in crosta che gli piace tanto, povera stella, ha acconsentito di stare con i bimbi stasera, vuoi non accontentarlo???

 La pescheria è dall’altra parte della città, perderò un’ora in più ma a questo punto, mi conosco, se non lo accontentassi uscirei con i sensi di colpa (ma perchè??????? i figli sono anche suoi e lui quando esce con gli amici non pensa di lasciarmi la cena pronta o i bimbi preparati per la nanna!!! Esce perchè, santo cielo, se lo merita dopo una settimana di lavoro!).

Comunque dopo la spesa  mi fiondo a casa e comincio a preparare il pranzo, una cosa veloce: pasta al pomodoro e salumi, devo preparare il pesce per lui e qualcosa per i bambini che il pesce non lo mangiano… sono abbastanza tranquilla, passa lui a prendere i bambini a scuola.

Driiiin…. scusa cara, un imprevisto sul lavoro, non posso muovermi, passi tu a scuola? Tanto sei a casa oggi. Grazie.

Certo che passo io, cosa vuoi che li lasci lì!!!!! (*°%&///**#]@)

Preparo la tavola alla velocità della luce, mi infilo le scarpe e senza un’occhiata allo specchio mi scaravento in mezzo al traffico delle 12,30. Per fortuna c’è lo specchietto in macchina , ho un occhio che sembro un panda, tritando la cipolla per il soffritto mi sono sfregata gli occhi e il mascara è colato!

Ciao bambini, ciao mamme, ciao maestra a lunedì.

Strada a ritroso, pentola sul fuoco, ciao sono tornato!!! Pranzo, bimbi che litigano a tavola, che compiti avete? Mamma mi aiuti con la ricerca? Mamma ti ricordi che la maglietta della squadra era rotta? l’hai aggiustata? Abbiamo la partita domani! Ah, ok dopo te l’aggiusto.

Pranzo finito, scusa cara ho avuto una mattinata infernale, ti spiace se non ti aiuto a sparecchiare? mi butto mezz’oretta sul divano.

Noooooooooo, non mi dispiace (sottotitoli: *!!@###%$*)

Metto a posto la cucina… la mezz’oretta sul divano è passata da mezz’ora e si sente distintamente il russare proveniente dal salotto.

Compiti fatti, liti sedate, maglietta aggiustata, sacche per la piscina pronte, tavola apparecchiata microonde pronto.

Amore, guarda che i ragazzi devono andare in piscina!

Lui, simile ad un orso che si sveglia dal suo letargo: -Ah, è già ora? Devo essermi addormentato, non me ne sono accorto.-

IO SI’!!!

Fuori, fuori, fuori…. sono sola!

Finalmente posso dedicare del tempo a me, un bel bagno rilassante? Guardo l’orologio: le 6:00! No,  doccia veloce, crema, trucco scelta del vestito pregustandomi l’ora della cena e le chiacchiere con la mia amica e poi ho proprio voglia di vedere quel film, tutte le persone che me ne hanno parlato mi hanno detto che ne vale la pena.

Ricerca dei collant, neri mi servono… questi sono rotti, questi rovinati.. si questi possono andare.

Drinnnn! Con una gamba infilata nei collant e una mano avvolta negli stessi, inciampando nelle scarpe arrivo al cellulare… Evelin, la mia amica.

-Ciao, sono in ritardo? No, avevamo detto alle 8.00, tranquilla arrivo in tem…

-No, no non ti chiamo per questo scusa, ma mi sono piombate in casa le mie sorelle, non mi ricordavo che dovessero venire, cosa faccio le mando via? Sai che musi devo sopportare dopo!!!! Pensa che sto correndo da stamattina come una matta.

-Ok va bene facciamo un’altra volta. –

So benissimo che è delusa e incazzata quanto me.

-Ciao mamma siamo a casa.-

-Ciao, sei ancora qui, ma non dovevi uscire?-

AIUTATEMI!!!!!!! QUANTO MANCA A LUNEDI’……

 

 

 

 

 

La borsa di una donna

Borse, borsette, borsoni, borsettine, borse della spesa, shoppers, pochettes, zaini, zainetti,astucci astuccini, beautycases…

Oggi tocca  a me!. La mia amica Evelin  di  ed io abbiamo deciso di rimpallarci il compito di dare un argomento ai post della settimana ed io ho scelto questo. Quale accessorio più importante potrebbe esserci per una donna?

Per quanto mi riguarda non ne potrei fare a meno e penso sia così per tutte.

Le vedete in giro per la città le donne indaffarate con l’immancabile borsa dove, come dice la canzone di Noemi, si porta dietro un po’ di se o forse tutto, e insieme a questa, borse della spesa, porta computer, sacche per la palestra , una shopper con dentro un acquisto  magari fatto d’impulso, perchè, santo cielo, ce lo meritiamo ogni tanto un regalino per noi..

Comunque, a mio parere, le borse delle donne sono magiche! Almeno le mie..Che siano grandi, piccole, gonfie come delle zampogne o sottili come una busta, se cerco quella cosa che sono sicurissima di aver messo dentro non la trovo…. mai!!!!!

Cerchi quel paio di orecchini che ti sei tolta in quella particolare occasione:

– dunque, facciamo mente locale: si, avevo quella borsa e mi ricordo bene che prima di tornare a caso li ho tolti e li ho messi in  borsa… –viola-cr

Scaravolti la borsa e poi , presa da dubbi amletici, non trovandoli , ne scaravolti minimo altre due o tre e gli orecchini non li trovi.

 -Che rabbia, volevo mettere proprio quelli!!! Pazienza, sono in ritardo (tanto per cambiare), farò senza.-

Passano un paio di giorni, devi uscire, prendi distrattamente la prima borsa in cui avevi cercato e… opplà! Magicamente, nel giro di cinque nano secondi li stringi tra le mani …. mago Merlino è passato di qua?

Ti servono le chiavi  per aprire il cancello di casa quando hai mani, braccia occupate a reggere sporte  della spesa, sacchetti e sacchettini e preghi per non dover appoggiare tutto per terra, perchè non sei sicura poi di poter ricomporre il puzzle che ha fatto sì che tu riuscissi a raggruppare tutto e fare un viaggio solo verso la porta di casa che sta  due piani sopra di te! Le trovi al primo colpo???? NOOOOOOO!!!!

Dopo aver fatto contorsioni e sudato sette camicie, nove volte su dieci devi arrenderti, poggi le borse a terra , apri la borsa.. infili la mano e…. cosa sarà mai la prima cosa che con cui vieni in contatto???? Le chiavi.

No comment!

 

IL VIAGGIO CHE VORREI FARE… TRA SACRO E PROFANO

Oggi post piccolo piccolo perchè le cose da fare sono una montagna, inizia il lavoro vero, quello che porta la pappa in tavola e devo prepararmi al meglio. Ma le promesse si mantengono, soprattutto quelle fatte a se stessi,  per cui non voglio mancare il mio appuntamento del lunedì.

Sabato, tra  una visitatrice e l’altra, tra uno sguardo ammirato alle esposizioni presenti e un commento fuori luogo di passanti occasionali, ho scambiato due riflessioni sugli uomini che nella storia hanno fatto la differenza e tra i più gettonati sono stati S. Francesco e Gesù. Uomini straordinari, ma si rifletteva sul fatto che loro, vivendo la loro vita , hanno fatto quello he ci hanno tramandato semplicemente perchè credevano ed erano convinti delle loro idee, senza per forza cercare di convincere gli altri ma  essendo l’esempio vivente di quello in cui credevano.

Chi farebbe oggi quello che hanno fatto loro?

Una mia amica ieri mi ha chiesto: – Tu che viaggio vorresti fare?-

Io vorrei fare un viaggio nel passato, portare con me quel povero Cristo di Gesù.. che era proprio povero! E quel Cristo di S. Francesco che invece povero lo è diventato per scelta e metterli davanti a quello che il loro esempio ha portato.

Penso che il primo non intendesse precisamente quello che il suo insegnamento è diventato nei millenni, o meglio penso che non approverebbe il modo in cui certi suoi discepoli vivono il suo credo.

Preciso che è una riflessione molto superficiale  che è partita solo dalla considerazione che ognuno dovrebbe avere il coraggio di portare avanti le proprie idee. Non vuole essere un trattato filosofico sulle religioni o altro.

Buona giornata!

E voi che viaggio fareste?

 

MAMMA…..senti….

MAMMA ….senti..quando ti penso così forte come l’altro giorno e tu chiami la mattina dopo?..

MAMMA..senti… quanto mi manchi e quanto pochi siano quei trecento km che ci separano per darci un bacio e via! Ma quanto siamo rosadistanti per prenderci del tempo per noi, per stare insieme?…

MAMMA..senti..in quanti piccoli gesti e migliaia di pensieri  ti ho dentro di me ogni istante di tutti i miei giorni?….

MAMMA..senti.. quanto orgoglio ho quando parlo di te che mi hai voluta nonostante tutto?..

.MAMMA…senti quanto orgoglio ho di me, ora sono come voglio essere, e questo lo devo a te?..

MAMMA…senti il filo di corrente che lega te, me e tuo nipote alla terra che ci ha generato che non so in quale modo recondito ci siamo passati vicendevolmente?..

MAMMA.. senti quanto sei  e sei stata importante per me, per noi, solo per il fatto di esserci.. sempre?  Tu sei la mia famiglia di origine, tu sei i miei valori, tu sei quella che conta.

MAMMA …senti, devo dirtelo, vincendo il naturale riserbo e il grande pudore che deriva dalla nostra gente, in una cultura dove i i sentimenti si dimostrano facendo più che dicendo. Anche nella nostra lingua c’è traccia di questo: la parola felicità in friulano non esiste, magari perché è più importante per noi darsi da fare per dimostrare che esprimere apertamente.

MAMMA..senti.. sono fortunata, lo puoi ancora sentire.. ti voglio bene!

Cambio di stagione

No, non vi preoccupate, non parlerò del solito argomento da casalinghe disperate (con il massimo rispetto per le casalinghe…d’altro canto noi donne, sia che lavoriamo fuori casa o no, per cause di forza maggiore lo siamo tutte!).

Il cambio di stagione in casa mia lo decreta, con assoluta precisione, il mio gatto!

Il magnifico felino nero dagli occhi di ambra con le zampine bianche che mi hanno sempre dato l’impressione di essere state immerse in un barattolo di colore al momento della nascita, fa magicamente la sua ricomparsa.

Dopo tre mesi di completa latitanza e di quasi totale inattività,  se si eccettua il momento in cui entri in cucina  e ti avvicini per caso alla sua ciotola….(mi chiedo sempre come fa a sentire il momento preciso in cui poggi il piede sul pavimento ed essere lì in un nano secondo, dopo che magari l’hai cercato per un quarto d’ora buona, in ogni angolo recondito della casa, armadi e cassetti compresi, anche quelli chiusi!!!  Perché, e chi ha un gatto lo sa, lo si può trovare nei posti più assurdi  e  farti passare dei giorni a chiederti come ca…spiterina abbia fatto a finire proprio lì!)..spero dovuta alla canicola estiva e non ad una sua genetica stronzaggine riservata al genere umano (a volte il dubbio mi coglie all’improvviso…) eccolo, all’improvviso ce l’hai tra i piedi.

Infatti l’altra mattina, mentre ero con il portatile sulle ginocchia , seduta sul divano… è arrivato!

Preceduto da un miagolo che ti dice eccomi, sono qui, con un balzo salta sul divano, organizza il suo solito concerto di fusa , ti massacra la gamba impastando come facesse la pasta fatta in casa (mi sa che devo tagliargli le unghie!) e completato il rituale si accoccola tranquillo tra il bracciolo del divano e te che gli fai da fornitore di calore naturale!

Ok, ci siamo, vi comunico ufficialmente che la stagione è cambiata! Tirate fuori i golfini, cominciate a pensare di mettere le calze 😦 e portate una sciarpina in borsa, i mal di gola e i raffreddori sono dietro l’angolo.

Posso decretare, in barba a quello che dice il calendario che l’autunno qui da me è arrivato tre giorni fa.

 

NON CHIAMIAMOLI MERCATINI!

Ecco qua, ci siamo, come sempre a pochi giorni da un evento l’agitazione sale, la frenesia che i giorni precedenti si era impossessata delle mie mani e della mia testa trasformando le idee in fatti concreti, si trasferisce al mio stomaco che inizia a riempirsi di farfalle….farfalle

Avrò pensato a tutto? L’allestimento, il packaging, i complementi d’arredo per disporre le mie creazioni in modo che riescano a trasmettere le emozioni che provo  quando creo e soprattutto,  quello che faccio verrà compreso?

Ebbene si, per chi non l’avesse capito sono una creativa! Sì, anch’io faccio parte di questa meravigliosa, matta, e molto spesso incompresa categoria.

E’ facile entrare  a far parte di questa categoria, se ti piace usare e mani e la testa e mettere il cuore in quello che fai sei a tutti gli effetti un creativo!

Di solito si comincia creando qualcosa per amici e parenti, ripescando nella memoria a lungo termine gesti che hai visto fare da mamme e nonne quando eri piccina.. almeno a me così e successo.

sognaLa mia mamma cuciva per noi figli dalle mutande ai cappotti, tutto opera sua! c’erano Burda (carta modelli) sparsi per casa e la macchina da cucire sei giorni su sette aperta sul tavolo della cucina.

Beh, sapete una cosa? Non ho mai voluto imparare ad usarla la macchina da cucire!!! Che babbea che sono stata! Comunque non è mai troppo tardi, cinque anni fa ho deciso che la voglia di imparare mi era venuta, ne ho comprata una, e ho cominciato.

Tanti tentativi, tanti sbagli, qualche soddisfazione e la voglia di imparare cose nuove e affrontare nuove sfide non mi ha più abbandonato!

Due, tre anni fa ho provato i famigerati “mercatini” che mi hanno dato feedback positivi. Dopo questi è nata un’associazione L’Infinita Mente Crea (https://www.facebook.com/linfinitamentecrea/?fref=ts) e con questa progetti per la valorizzazione del fatto a mano che dal niente hanno preso vita!

Tante soddisfazioni, tante meravigliose persone conosciute, tanti apprezzamenti… ma di contro  a volte tempo rubato al riposo, fatica fisica, frustrazione perché le persone a te vicine non ti supportano come vorresti, i timori di investire tanto di te e non essere capita, momenti in cui vorresti mollare perché ti senti sola  e poi la consueta ansia di chi continua a mettersi in gioco e in gioco mette se stessa e le sue emozioni che si materializzano nelle cose che crea.

Per cui , vi prego!

Non chiamateli mercatini.

Il mercatino è quello dell’usato, le bancarelle sono quelle della frutta e verdura o dei vestiti a 5 euro del sabato mattina in piazza Loggia!assisi

I nostri sono Eventi, Mostre ed Esposizioni creative.

L’ha detto anche San Francesco: siamo artisti!

E come dice la mia amica Gabriella (https://www.facebook.com/hobbydonna.it/):

NON E’ UNA PASSEGGIATA!  😉

P.S. Se volete sabato e domenica ci vediamo a Villa

Buri a Verona.

villa

 

..e le mamme?

infinityOk i bimbi belli, ok i piedini, ok i visi tondi… ma le mamme? Queste splendide creature sempre indaffarate che si destreggiano ogni giorno per far quadrare e tenere tutto sotto controllo manco fossero equilibristi del circo Orfei!!!!

Vogliamo ogni tanto pensare un po’ a loro che si dimenticano, fino a che lanciano uno sguardo distratto ad uno specchio, di essere donne! Dai coccoliamole un pochino!

Sì dico proprio a te marito, amica, cugina, sorella… non serve molto. Basta un piccolo pensiero, qualcosa che metta un risalto la loro femminilità.
Io ho pensato a questo: dalla linea Contaminazioni, dove tessuti maschili si mischiano con la leggerezza e le fantasie femminili, sciarpa infinity double in tessuto misto lana nero e chiffon di seta pura Armani.
A breve presenterò infinty doble in altri colori e combinazioni.
P.s. questa non è disponibile…ho voluto coccolare una mia amica! 😉 😉 😉

IL TEMPO DELLE MELE

Ecco, ci siamo, l’autunno è in arrivo con il suo carico di colori  che scaldano il cuore, con i suoi frutti tipici: pere, noci, nocciole, cachi, giuggiole e…mele.  Mele croccanti, succose, asprigne e dolcissime con le bucce di tanti colori diversi per soddisfare gli occhi  e gli sguardi di tutti. Le mele io le ho da sempre associate alla semplicità.

La semplicità dei bimbi con guance  rosse come mele o visi tondi come mele, la semplicità di una torta di mele da addolcire con il miele e l’aggiunta di noci e cannella.

Godetevi l’autunno, la stagione più dolce di tutte che ci rinfranca lo sguardo e ci coccola con i suoi colori prima del grigiore e del freddo dell’inverno.

Baby shower

Ecco qui un interessantissimo articolo della bravissima e  gentilissima Gabriella Trionfi sulle feste di nascita….quando arriva un bimbo è bello accoglierlo nel migliore dei modi! 😊

http://www.hobbydonna.it/laboratorio/feste-per-bambini/il-baby-shower-la-festa-per-il-baby-in-arrivo/menu-id-563.html

C’era una volta un Piccolo Principe…

Storia  d’amore tenera e quasi vera. 🙂

C’era una volta un Piccolo Principe, ma proprio piccolo eh! Aveva tanta fretta di venire ad abitare sul nostro pianeta che era arrivato prima del tempo!storia

Questo bel principino, amato da tutti tantissimo fin dal primo momento, aveva una zia che aveva in programma un evento speciale: il suo matrimonio!!!!

Visto che il giorno del matrimonio sarebbe stato speciale ed unico, chiese alla fatina delle scarpine di confezionarne un paio per lui: un paio di scarpine che lo rendessero elegante e unico alla vista di tutti e che celebrassero l’immenso amore che aveva nei suoi confronti.

La fatina fu molto felice di far avere le scarpine al piccolo principe e come faceva con tutti i bimbi a cui aveva le aveva cucite, consegnandole, augurò anche a lui che queste fossero di buon augurio per indirizzarlo sulla Buona Strada della vita.